discussione su documento etica alpinistica gran sasso

Vie di più tiri, alpinistiche e sportive, dalla montagna al mare

discussione su documento etica alpinistica gran sasso

Messaggiodi Buzz » mar giu 26, 2007 2:09 pm

Da una discussione nata in altri topic e in varie altre istanze di vita reale, dato che sempre più spesso si ha notizia di vie classiche a cui sono stati aggiunti spit alle soste o di via, si è pensato di elaborare un documento che in qualche modo valga da presa di posizione e da indicazione.

Questa proposta è stata elaborata da biemme (allego il doc originale) poi successivamente modificata (eliminando varie parti per aumentarne la leggibilità).

Sottolineo che è solo una proposta, ma la discussione forse è meglio che sia pubblica... altrimenti diventa difficile coordinare le modifiche proposte.

Per ora siamo arrivati a questa: (sta in una pagina)

::::::::::::::::::


Negli ultimi tempi, si sta sempre più diffondendo, sul Gran Sasso, la pratica di aprire nuovi itinerari che intersecano o ricalcano vecchie vie, o, peggio, quella di aggiungere protezioni moderne inamovibili (fix, fittoni, ecc.) su vie preesistenti e in tratti che ne erano privi, evidentemente allo scopo di “addomesticare” le difficoltà di talune vie alle capacità di ripetitori che con la chiodatura originale non sarebbero stati in grado di ripetere quegli itinerari, o, ancora, allo scopo (o meglio, illusione) di rendere “sicure” le vie più ripetute, potendoci così condurre clienti o allievi di corsi per apprendisti. Esempi tipici le soste su Aquilotti 75, sulla Morandi-Consiglio-De Riitis, sulla Gervasutti, sullo Spigolo SSE.

Il persistere di tali condotte rischia di mortificare e annullare per sempre, con questi gesti tanto sbrigativi quanto sconsiderati e irrispettosi, lo spirito e il valore alpinistico di imprese attraverso le quali personaggi che hanno fatto la storia alpinistica del Gran Sasso, hanno superato – in epoche diverse - linee logiche anche di grande difficoltà, offerte dalla natura verticale, con prevalente uso di protezioni mobili e senza trapanare inutilmente e sistematicamente la roccia. Queste vie si ritengono delle vere e proprie opere d’arte, che i ripetitori di oggi e di domani hanno il dovere di rispettare e preservare, per dare possibilità a chiunque di poterle ripercorrere ed apprezzare.

Dopo esserci confrontati in varie sedi circa il futuro di questa montagna, con riguardo alla questione dell'etica alpinistica in generale e dello stile adottato nell'apertura di itinerari nuovi in zona, si è deciso di sottoscrivere e sostenere i contenuti del seguente documento e le relative conclusioni:

1. Si auspica che le vie già esistenti e aperte con protezioni tradizionali non vengano snaturate da una chiodatura a perforazione (per esempio con spit, fix o fittoni quali protezioni intermedie).
Le vie classiche dovrebbero mantenere il loro carattere originario e così anche il loro valore alpinistico. Chiediamo quindi a tutti gli alpinisti, arrampicatori e chiodatori di rispettare e di immedesimarsi nelle tradizioni vigenti su queste pareti, nonché di prestare attenzione a non ledere vie già esistenti intersecandole ripetutamente, ricalcandole o tracciando nuovi itinerari in stretta prossimità di esse.

2. Si auspica che la sostituzione di protezioni deteriorate dall’età e quindi fatiscenti, preesistenti sui tracciati classici (fix/fittoni in sosta, in luogo dei vecchi chiodi/spit/fittoni, ecc.) e la rimozione di eventuali protezioni aggiunte in posizioni sbagliate o in tratti che erano privi di protezioni fisse all’atto dell’apertura e delle prime ripetizioni della via, avvenga ad opera di Guide Alpine ovvero di alpinisti la cui comprovata e riconosciuta esperienza garantisce la necessaria abilità e tecnica nel posizionamento dell’attrezzatura messa in sostituzione o nella rimozione di quella vetusta o inutilmente aggiunta in seguito.

3. In quelle pareti con spazio sufficiente per nuove aperture, le vie vanno aperte dal basso, nel rispetto dell’etica e della regolamentazione locale, evitando di far uso sistematico ed eccessivo di chiodatura a perforazione proprio per conservare terreno d'avventura e di esplorazione per le future generazioni, alle quali occorre rendere possibile libertà d’azione secondo le loro capacità, indubbiamente un domani più evolute

4. Itinerari superattrezzati ingannano facilmente chi esce dalla falesia, dandogli la sensazione/illusione di una totale sicurezza. Nel severo ambiente di montagna permangono pur sempre una serie di pericoli oggettivi che si moltiplicano, inoltre, a causa dell’iperfrequentazione di dette vie, per cui fermo restando che una maggiore sicurezza è raggiungibile solo facendo leva sull’autoresponsabilità di ogni singolo arrampicatore, pur considerato che l’arrampicata sportiva in quota è oggi comunemente accettata e praticata anche in località delle Alpi, italiane ed estere, di forti e secolari tradizioni alpinistiche, facciamo appello alla sensibilità degli autori di tali “tracciati costruiti”, affinché limitino l’apertura degli stessi a quegli avancorpi, pareti e settori del massiccio in cui la presenza di queste vie “sportive di più tiri” non alteri particolari significati storici (con riferimento alle vie circostanti) e nel contempo non costituisca di per sé un pericolo evidente per i potenziali fruitori (avvicinamento o discesa alpinistica, pericoli dall’alto, qualità della roccia, orientamento, ecc.).

Facendo riferimento :
- alle Tavole di Courmayeur,
- al documento del Club Alpino Accademico Italiano riguardante l'etica dell'arrampicata
- alla recente dichiarazione "Tirol Deklaration" delle associazioni alpine di Germania, Austria e Alto Adige in collaborazione con l’UIAA
- al progetto “Mountain Wilderness Svizzera”
- al Regolamento del “Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga”

facciamo perciò appello a tutti gli scalatori di qualsiasi livello ed ideologia, affinché si associno a queste nostre idee e le promuovano e le sostengano in ogni sede e in ogni pubblica occasione.

Esse non sono intese come una restrizione, bensì come forma d'espressione di maggior libertà, lasciando più spazio alla creatività di ogni arrampicatore che potrà così continuare la sua personale esplorazione (con lo stesso spirito dei primi salitori) in un ambiente di unica e naturale bellezza.
Allegati
etica GS.doc
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Messaggiodi Alberto » mar giu 26, 2007 2:36 pm

in totale sintonia.
Da sempre do più valore a una rinuncia, su una via trad (MIIIIII forse perche ho tanto rinunciato :shock: ) :D che ha una prestazione sportiva aiutata dall'illusione di protezioni super sicure.
arrampicatore ambiguo e schizofrenico :)
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Messaggiodi tocci » mar giu 26, 2007 2:51 pm

Non mi convincono tanto gli esempi citati di cattive pratiche che elencano solo la spittatura delle soste. Su questo tema io personalmente sono un po' più laico... e questa posizione è abbastanza diffusa. Altrimenti l'appello rischia di apparire troppo estremista e di non avere tutte le adesioni che dovrebbe. Non che sia d'accordo con la spittatura completa di tutte le soste in ogni caso, ma se la roccia non offre alcuna struttura naturale per la sicurezza sarei meno categorico.

Just my 2 cents.....
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Messaggiodi el peleé » mar giu 26, 2007 3:13 pm

quoto tocci, anche se non essendo mai stato in GS non posso certo dare un giudizio sul merito.

tutto il resto lo condivido toto corde e se c'è da firmare firmo!

grazie a buzz e biemme: più se ne parla e meglio è :wink:
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ma prima o poi ci vengo lì ad arrampicare![/size]
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Messaggiodi briciola » mar giu 26, 2007 3:21 pm

moooooolto simile al documento uscito un po' di tempo fa in val gardena..... :roll:

bravi biemme e buzz, concordo!
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Messaggiodi Buzz » mar giu 26, 2007 3:25 pm

beh dire che vie che sono state per qualche decennio senza spit alle soste e ripetute centinaia di volte non offrano possibilità di protezione naturale questo si mi sembra estremista


comunque la necessità di fare "nomi" relativamente alle vie è venuta fuori nella discussione...
in realtà si è anche parlato delle vie spittate alle spalle

si può scrivere o meno... è solo una bozza e le bozze servono per discutere, non sono da approvare o disapprovare...
sono da modificare.

..........

si briciola, lo ricalca e ne è ispirazione
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Messaggiodi el peleé » mar giu 26, 2007 3:30 pm

Buzz ha scritto:beh dire che vie che sono state per qualche decennio senza spit alle soste e ripetute centinaia di volte non offrano possibilità di protezione naturale questo si mi sembra estremista


non hai nemmeno tutti i torti, però credo che con l'aumento della frequentazione per esempio una sosta con una catena atta a sostenere più di una cordata o a fungere da doppia (magari contemporaneamente) sia decisamente meno condannabile di una spittatura seriale, magari a 10cm da una perfetta fessura da friend.

il mio era un invito a non sottolineare il particolare delle soste che si presta a differenti valutazioni, minamdo l'unitarietà dell'azione (per usare un linguaggio datato :wink: )

poi come detto io non c'entro nulla , purtroppo, con il GS e quindi posso fungere come "idiota a campione" estraneo :-)
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Messaggiodi Buzz » mar giu 26, 2007 3:33 pm

el peleé ha scritto:
Buzz ha scritto:beh dire che vie che sono state per qualche decennio senza spit alle soste e ripetute centinaia di volte non offrano possibilità di protezione naturale questo si mi sembra estremista


non hai nemmeno tutti i torti, però credo che con l'aumento della frequentazione per esempio una sosta con una catena atta a sostenere più di una cordata o a fungere da doppia (magari contemporaneamente) sia decisamente meno condannabile di una spittatura seriale, magari a 10cm da una perfetta fessura da friend.

il mio era un invito a non sottolineare il particolare delle soste che si presta a differenti valutazioni, minamdo l'unitarietà dell'azione (per usare un linguaggio datato :wink: )

poi come detto io non c'entro nulla , purtroppo, con il GS e quindi posso fungere come "idiota a campione" estraneo :-)


ellosò ma qui il problema è, che con la scusa della sicurezza, stanno sistematicamente spittando soste di vie classicissime di III-IV su cengione con clessidroni e spuntoni...
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Messaggiodi medioverme » mar giu 26, 2007 3:41 pm

Tocci, il problema reale è che su quelle soste gli spit non servono, perchè si può sostare, e facilmente, in altro modo, e con sicurezza. Il fatto che tu (parlo di te, ma potrebbe essere chiunque pensi che servono gli spit alle soste) ne senta il bisogno di avere gli spit, vuol dire che forse, considerando tutte le variabili, certe vie non dovresti farle se non dopo aver fatto pratica di soste, tiri marci, temporali e piogge, ritirate di vario genere, ecc, ecc, ecc.

Basta mirare poco più in basso ed essere pazienti. Arriverà il momento giusto se si sa aspettare e prepararsi adeguatamente.
Il miglior arrampicatore, è quello che si diverte di più
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Messaggiodi el peleé » mar giu 26, 2007 3:46 pm

Buzz ha scritto:ellosò ma qui il problema è, che con la scusa della sicurezza, stanno sistematicamente spittando soste di vie classicissime di III-IV su cengione con clessidroni e spuntoni...


allora sono assolutamente in disaccordo anch'io. :wink:
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Messaggiodi sastra » mar giu 26, 2007 3:50 pm

Non so se ho capito bene pero' mi pare che nella prima stesura si cercava l' adesione di tutti (una sorta di petizione-appello) mentre nella seconda si e' passati ad una sorta di proclama emanato da enti e associazioni (CAI, etc.).
Forse dipende dalla mia formazione post68ina, ma preferivo il primo modo.
Noi facciamo le montagne che sappiamo fare, non quelle che vorremmo fare. (Casimiro Ferrari)
Me so' acciajato filando la corda! (Silvio)
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Messaggiodi Buzz » mar giu 26, 2007 3:53 pm

sastra ha scritto:Non so se ho capito bene pero' mi pare che nella prima stesura si cercava l' adesione di tutti (una sorta di petizione) mentre nella seconda si e' passati ad una sorta di proclama emanato da enti e associazioni (CAI, etc.).
Forse dipende dalla mia formazione post68ina, ma preferivo il primo modo.


no no scusa
ma dove la leggi sta cosa?

ma se sotto non c'è scritto nulla!!

che senso avrebbe altrimenti starne a discutere qui?

ovvio che se qualcuno firma come associazione ben venga

ma questa cosa nasce come iniziativa di singoli che poi la faranno giare cercando il massimo di adesioni

non certo come proclama!
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Messaggiodi sastra » mar giu 26, 2007 3:55 pm

Buzz ha scritto:
sastra ha scritto:Non so se ho capito bene pero' mi pare che nella prima stesura si cercava l' adesione di tutti (una sorta di petizione) mentre nella seconda si e' passati ad una sorta di proclama emanato da enti e associazioni (CAI, etc.).
Forse dipende dalla mia formazione post68ina, ma preferivo il primo modo.


no no scusa
ma dove la leggi sta cosa?

ma se sotto non c'è scritto nulla!!

che senso avrebbe altrimenti starne a discutere qui?

ovvio che se qualcuno firma come associazione ben venga

ma questa cosa nasce come iniziativa di singoli che poi la faranno giare cercando il massimo di adesioni

non certo come proclama!



Ho equivocato questo allora;

" .......
L’Aquila - Prati di Tivo (TE), __________

Firmato:
- Guide Alpine, e per esse il rappresentante del Collegio x …….
- C.A.I., e per esso il rappresentante della Commissione y …….
- C.N.S.A.S. e per esso il responsabile della Delegazione z ……
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Messaggiodi claudio1949 » mar giu 26, 2007 4:00 pm

Non è mica "obbligatorio" usare l'immondo spit che si rinviene là dove il nonno raccontava che c'era una bella clessidra.
Si guarda lo spit luccicante con severo disprezzo, lo si ammonisce perchè "fuorvia" il giovane aspirant deputy serious climber, si rimembra i bei dì dell'aspra lotta con l'alpe e si utilizza la bella clessidra che sta lì da qualche milione di anni, mentre chissà chi è il pirlùn che ha messo lo spit.
:D
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Messaggiodi davidino » mar giu 26, 2007 4:12 pm

Quoto assolutamente la redazione di un documento del genere...

Non foss'altro che la situazione attuale, prescindendo dall'etica della montagna postata da Buzz e con la quale concordo assolutamente, si pone in netto contrasto con gli obiettivi dell'area protetta che prende il nome di parco Gran Sasso - Laga.

E con questo mio intervento mi pongo apertamente in dissenso con l'amministrazione del parco che continua a dicharare intenti conservazionistici di tutto rispetto (dando alle stampe, tra l'altro il regolamento citato) e non interviene in nessun modo contro interventi di (ri)chiodatura che, oltre a snaturare l'aspetto di un sito unico nel panorama appenninico, non realizza (o forse sì...) il devastante aumento di carico antropico legato alla iper frequentazione del massiccio in virtù di una (falsa) sicurezza data dalla presenza di protezioni fisse.

Aggiungo, senza voler mettere altra carne al fuoco, che parallelamente la stessa amministrazione da anni si pone in posizione oltranzista nei confronti della riattrezzatura della ferrata Brizio, misconoscendone la funzionalità e facendo finta di non capire che la delocalizzazione della frequentazione porterebbe solo vantaggi... (C'è da dire, per chi già non lo sapesse, che all'attacco della ferrata ormai da quattro anni giacciono come testimoni di una guerra che non c'è mai stata, decine di metri di cavo metallico nuovo e altro materiale destinato proprio alla sua riattrezzatura..)

Ripeto, questo non vuole porsi come un intervento a favore della riattrezzatura della Brizio, ma solo come un denuncia di come atti sconsiderati di cui in topic siano il risultato non solo della cattiva educazione di alcuni frequentatori della montagna, ma anche della cattiva gestione di un bene che non appartiene nè ai chiodatori nè, tantomento all'ente parco.

Cordialmente.

P.S. Dove si potrà firmare...?
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And as the fear grows, the bad blood slows and turns to stone."
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