Pepente ha scritto:A ha scritto:non solo Karl, lo stesso Bridwel e di attrazione magnetica (forse si riferiva alla via nel suo complesso) parla lo stesso criticissimo Huber.
Che i mezzi giustifichino il fine? Pepente, certo che no! anche se in un certo qual modo mi riesce meglio contestualizzare storicamente la chiodatura desecrabile di Maestri rispetto ad altro. Ti faccio un esempio.
Badlands, sul pilastro est della Egger. Due stagioni di tentativi precedenti e 4 mesi di lavoro, con una scalata prevalentemente artificiale e aiutata quasi interamente dalle corde fisse: stile-assedio datato 1992!
nulla di grave forse solo perchè sono Anker, Gerberding e Smith e sono americani???
quello che mi va di esprimere è un apprezzamento alla figura e anche alla via in questione a fronte di accanimento, e parlo della affaire Maestri nel suo complesso, che non ha precedenti nella storia dell'alpinismo
ma è il modo, con cui maestri si è posto, lui, grande alpinista, verso la montagna: stuprandola.
luca m'hai tolto le parole di bocca
robbè, ma come ci si doveva porre mezzo secolo fa verso una montagna come quella, per fare qualcosa di mai fatto prima e per molti ritenuto impossibile ?
ora non voglio ovviamente neanche da lontano mettere paragoni con quanto sto per dire
capisco pure che il purismo assoluto esisteva già, gente come preuss, mummery, mallory o buhl l'avevano messo in atto anche molti anni prima (e cmq non su difficoltà tecniche di quel genere)
ma ... proprio in questi giorni sto colmando una mia gravissima lacuna (la montagna di luce) ... parlo cioè della salita-simbolo, nella storia dell'alpinismo, spesso citata ad esempio del più puro e assoluto
clean and alpine style, dalla salita di mosè ai nostri giorni
beh, ieri ero alla pagina in cui boardman parla di 350 metri di corde fisse che lui e tasker si erano portati in parete, lasciandole poi sulla leggendaria ovest, nell'incertezza se poi scendere dalla stessa ovest o (su terreno ovviamente a loro ignoto) dal versante opposto. ora cosa vuoi che conti questo particolare rispetto alla Grandezza incommensurabile di quanto e cosa fecero ? o vogliamo fargli le pulci e ritagliare e quotare questo dettaglio bollandoli di sacrilegio?
vuoi riscrivere la storia dell'alpinismo? oppure non trovi sia meglio contestualizzare e comprendere cosa, nel momento, nel luogo e nel modo in cui è stato affrontato, abbia rappresentato il "massimo" o comunque una "impresa senza precedenti" ?
e ripeto, dico questo pur consapevole dell'enorme, stratosferica differenza tra delle corde fisse usate e abbandonate in parete e una bestia di cento chili con cui trapanare uno scudo di roccia, ma ogni impresa rimane unica e tale nel suo contesto. indubbio che il fine abbia per questi personaggi giustificato chi il compressore, chi quelle corde fisse, altrimenti nessuno di loro avrebbero affrontato e vinto il changabang o il torre, ma senza, sarebbero rimasti su obiettivi minori e alcune vette ancor oggi, in quest'ottica, sarebbero vergini. meglio così? certo, concordo. ma la storia non è questa, nè quella che vorremmo fosse stata, è quella che hanno fatto e scritto maestri/alimonta/claus sul torre e boardman/tasker sulla ovest del changabang
non trovo giusto nè francamente possibile poter giudicare negativamente imprese di allora, ponendole con lo stesso metro di come potrebbero essere realizzate oggi, chè già oggi l'etica è come la pelle dei coglioni, ma tirare quella pelle indietro di 40-50-100 anni ...
ciao
b