Cerro Torre: "The Compressor route is no more..."

Alpinismo extraeuropeo

Cerro Torre: "The Compressor route is no more..."

Messaggiodi A » gio dic 18, 2008 8:56 pm

Da che cani e porci (21 in 9 giorni) hanno percorso con tempo magnifico la via dei Ragni, caduta per anni in stato di semi-oblio, tanto che Rolo l’ha paragonata alla salita dell’Everest senza O2 e corde fisse e sherpa rispetto alla ormai da tutti vituperata via ‘normale’ del compressore :? … s’è pure svegliato il Leone patagonico in un sentito articoletto in PlanetMountain dove rilancia il suo di alpinismo ma anche e soprattutto quello di Steiger e Ponholzer, degli sloveni della Devil’s direttissima, di Campbell-Kelly e Wyvill e (giustamente, dico anch’io), di Burke e Proctor e della loro bellissima linea, che arriva a poco più di un tiro dal ghiaccio di uscita...

Salvaterra ha scritto: Ma forse in questi tempi parlare di alpinismo con la A maiuscola non è trendy… Ormai sono vecchio ma se riuscirò a fare ancora qualcosa preferirò seguire gli insegnamenti del maestro “Hydraulic man”. E quando tornerò a casa, anche se non sarò arrivato in cima, sarò soddisfatto ed avrò già il programma per l’anno dopo.


mah :roll:
l'ho sentito giurare ma vuoi veder che ci torna in Patagonia?

8)
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi ç » mer gen 12, 2011 10:33 am

lo metto qui per non aprire un altro topic

i tentativi di daniele nardi e andrea di donato al Torre e allo Standhart
http://danielenardi.wordpress.com/
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi A » mer gen 12, 2011 11:46 am

è chiaro che ai tempi del titolo al mio 3d di via normale al Cerro Torre provocatorio ma affatto irridente, fosse da intendersi sia per la via dei Ragni ma anche per quella del Compressore ... :)

più vado a leggere bibliografie, romanzi, cronache e polemiche sulla via del 1970, sui tentativi di liberarla sta via vitupertata (alla Huber, intendiamoci) o iperpubblicizzata alla Lama,
sui commenti dell'epoca degli inglesi con il migliore Fonrouge (strafinanziati dall'alpine club e della shell ... ) frustratissimi, poi, per quella che sarebbe diventata la traversata di 90 metri ma strategicamente delle schiappe, per tutti i tentativi anche autorevoli, vedi questo di Nardi che naufragano anno dopo anno , mi convinco che Maestri attaccando nell'inverno australe del 1970 (54 giorni di alpinismo invernale con congelamenti e il compressore che si dimostrò se non inutile, un'impresa nell'impresa, alla Fitzcarraldo) e facendo quello che ha fatto in autunno con o senza fungo ha dimostrato, per quanto i ragionamenti e i sostegni dell'etica tendano a svilire, di essere un grande, dal punto di vista alpinistico, avventuroso e umano ...
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi ç » mer gen 12, 2011 12:59 pm

ma che maestri sia stato un grande dal punto di vista alpinistico, con quello che ne consegue in positivo e in negativo sul piano umano...
non credo fosse da dimostrare.

con questo concetto che stai esprimendo è come se tu affermassi
che i mezzi giustifichino il fine...
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi Spartaco » mer gen 12, 2011 1:10 pm

lo stesso Reinhard Karl quando ripete la via ebbe parole di ammirazione.
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi A » mer gen 12, 2011 1:15 pm

non solo Karl, lo stesso Bridwel e di attrazione magnetica (forse si riferiva alla via nel suo complesso) parla lo stesso criticissimo Huber.

Che i mezzi giustifichino il fine? Pepente, certo che no! anche se in un certo qual modo mi riesce meglio contestualizzare storicamente la chiodatura desecrabile di Maestri rispetto ad altro. Ti faccio un esempio.
Badlands, sul pilastro est della Egger. Due stagioni di tentativi precedenti e 4 mesi di lavoro, con una scalata prevalentemente artificiale e aiutata quasi interamente dalle corde fisse: stile-assedio datato 1992!
nulla di grave forse solo perchè sono Anker, Gerberding e Smith e sono americani???


quello che mi va di esprimere è un apprezzamento alla figura e anche alla via in questione a fronte di accanimento, e parlo della affaire Maestri nel suo complesso, che non ha precedenti nella storia dell'alpinismo
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi biemme » mer gen 12, 2011 1:25 pm

A ha scritto:è chiaro che ai tempi del titolo al mio 3d di via normale al Cerro Torre provocatorio ma affatto irridente, fosse da intendersi sia per la via dei Ragni ma anche per quella del Compressore ... :)

più vado a leggere bibliografie, romanzi, cronache e polemiche sulla via del 1970, sui tentativi di liberarla sta via vitupertata (alla Huber, intendiamoci) o iperpubblicizzata alla Lama,
sui commenti dell'epoca degli inglesi con il migliore Fonrouge (strafinanziati dall'alpine club e della shell ... ) frustratissimi, poi, per quella che sarebbe diventata la traversata di 90 metri ma strategicamente delle schiappe, per tutti i tentativi anche autorevoli, vedi questo di Nardi che naufragano anno dopo anno , mi convinco che Maestri attaccando nell'inverno australe del 1970 (54 giorni di alpinismo invernale con congelamenti e il compressore che si dimostrò se non inutile, un'impresa nell'impresa, alla Fitzcarraldo) e facendo quello che ha fatto in autunno con o senza fungo ha dimostrato, per quanto i ragionamenti e i sostegni dell'etica tendano a svilire, di essere un grande, dal punto di vista alpinistico, avventuroso e umano ...


:roll: mi permetto umilmente di aggiungere (in tempi in cui qualcuno scopre che "dietro" un franco miotto talvolta c'era anche un tale riccardo bee), che nel 1970 lassù "dietro" maestri non c'era solo un compressore, ma c'erano anche un carissimo amico e fortissimo alpinista di nome ezio alimonta, e carlo claus, senza i quali non cesare maestri, ma neanche gesù cristo sarebbe giunto sotto la meringa con quell'arnese ... e immagino (ma non ne ho francamente idea) che anche gli altri tre del gruppo, Daniele Angeli, Claudio Baldessarri e Pietro Vidi, si sbatterono non poco avanti e indietro, pur se mai citati in questa storia

un'impresa del genere, che è stata come dici, A, giustamente o ingiustamente criticata, non fosse solo che per il disumano impegno fisico e psicologico che richiese, di questi personaggi "altri"(schivi e oltremodo modesti, almeno quelli che conosco) dovrebbe tenerne conto dal punto di vista alpinistico, avventuroso e umano

bye
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi A » mer gen 12, 2011 1:35 pm

biemme ha scritto: :roll: mi permetto umilmente di aggiungere (in tempi in cui qualcuno scopre che "dietro" un franco miotto talvolta c'era anche un tale riccardo bee), che nel 1970 lassù "dietro" maestri non c'era solo un compressore, ma c'erano anche un carissimo amico e fortissimo alpinista di nome ezio alimonta, e carlo claus, senza i quali non cesare maestri, ma neanche gesù cristo sarebbe giunto sotto la meringa con quell'arnese ... e immagino (ma non ne ho francamente idea) che anche gli altri tre del gruppo, Daniele Angeli, Claudio Baldessarri e Pietro Vidi, si sbatterono non poco avanti e indietro, pur se mai citati in questa storia

un'impresa del genere, che è stata come dici, A, giustamente o ingiustamente criticata, non fosse solo che per il disumano impegno fisico e psicologico che richiese, di questi personaggi "altri"(schivi e oltremodo modesti, almeno quelli che conosco) dovrebbe tenerne conto dal punto di vista alpinistico, avventuroso e umano

bye
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giustissimo Biemme ... se non li ho citati è stato per fretta, di certo non per mancata considerazione. :smt001
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi Spartaco » mer gen 12, 2011 1:38 pm

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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi ç » mer gen 12, 2011 2:13 pm

A ha scritto:non solo Karl, lo stesso Bridwel e di attrazione magnetica (forse si riferiva alla via nel suo complesso) parla lo stesso criticissimo Huber.

Che i mezzi giustifichino il fine? Pepente, certo che no! anche se in un certo qual modo mi riesce meglio contestualizzare storicamente la chiodatura desecrabile di Maestri rispetto ad altro. Ti faccio un esempio.
Badlands, sul pilastro est della Egger. Due stagioni di tentativi precedenti e 4 mesi di lavoro, con una scalata prevalentemente artificiale e aiutata quasi interamente dalle corde fisse: stile-assedio datato 1992!
nulla di grave forse solo perchè sono Anker, Gerberding e Smith e sono americani???


quello che mi va di esprimere è un apprezzamento alla figura e anche alla via in questione a fronte di accanimento, e parlo della affaire Maestri nel suo complesso, che non ha precedenti nella storia dell'alpinismo



ma è il modo, con cui maestri si è posto, lui, grande alpinista, verso la montagna: stuprandola.
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi rampik » mer gen 12, 2011 3:09 pm

Pepente ha scritto:
A ha scritto:non solo Karl, lo stesso Bridwel e di attrazione magnetica (forse si riferiva alla via nel suo complesso) parla lo stesso criticissimo Huber.

Che i mezzi giustifichino il fine? Pepente, certo che no! anche se in un certo qual modo mi riesce meglio contestualizzare storicamente la chiodatura desecrabile di Maestri rispetto ad altro. Ti faccio un esempio.
Badlands, sul pilastro est della Egger. Due stagioni di tentativi precedenti e 4 mesi di lavoro, con una scalata prevalentemente artificiale e aiutata quasi interamente dalle corde fisse: stile-assedio datato 1992!
nulla di grave forse solo perchè sono Anker, Gerberding e Smith e sono americani???


quello che mi va di esprimere è un apprezzamento alla figura e anche alla via in questione a fronte di accanimento, e parlo della affaire Maestri nel suo complesso, che non ha precedenti nella storia dell'alpinismo



ma è il modo, con cui maestri si è posto, lui, grande alpinista, verso la montagna: stuprandola.


Macchè stuprandola dai, è una conquista figlia del suo tempo e di una situazione molto specifica (il replicare al non credere alla precedente salita di Egger e Maestri)
Gli anni 70, sai quante porcate direttissime c'erano in crollomiti a quell'epoca? ti cito la ora considerata bellissima "Camillotto Pellissier" in Tre Cime, adesso nessuno ne parla come una porcata con un pressione ogni metro.
Per conto mio lo stupro lo stanno facendo più i ripetitori, accalcati sotto il Torre 40 anni dopo a vendere la loro salita del compressore (che spesso fallisce) come un'impresa dei giorni nostri. E se c'è un filo di vento o cola un po' d'acqua manco ci provano, c'è la scusa che è sempre brutto tempo... mentre Maestri è stato su con ogni meteo

Non ho mai valutato questa salita con i parametri etici di oggi, appunto perchè erano 40 anni fa e c'erano altri discorsi in ballo

ma tanto di cappello alla forza di quell'uomo...

e la Maestri non è una scala di chiodi, ho appena letto su un blog di qualcuno che si lamentava ne mancasse pure uno
(cit.)
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi biemme » mer gen 12, 2011 3:19 pm

Pepente ha scritto:
A ha scritto:non solo Karl, lo stesso Bridwel e di attrazione magnetica (forse si riferiva alla via nel suo complesso) parla lo stesso criticissimo Huber.

Che i mezzi giustifichino il fine? Pepente, certo che no! anche se in un certo qual modo mi riesce meglio contestualizzare storicamente la chiodatura desecrabile di Maestri rispetto ad altro. Ti faccio un esempio.
Badlands, sul pilastro est della Egger. Due stagioni di tentativi precedenti e 4 mesi di lavoro, con una scalata prevalentemente artificiale e aiutata quasi interamente dalle corde fisse: stile-assedio datato 1992!
nulla di grave forse solo perchè sono Anker, Gerberding e Smith e sono americani???


quello che mi va di esprimere è un apprezzamento alla figura e anche alla via in questione a fronte di accanimento, e parlo della affaire Maestri nel suo complesso, che non ha precedenti nella storia dell'alpinismo



ma è il modo, con cui maestri si è posto, lui, grande alpinista, verso la montagna: stuprandola.


luca m'hai tolto le parole di bocca :wink:

robbè, ma come ci si doveva porre mezzo secolo fa verso una montagna come quella, per fare qualcosa di mai fatto prima e per molti ritenuto impossibile ?

ora non voglio ovviamente neanche da lontano mettere paragoni con quanto sto per dire

capisco pure che il purismo assoluto esisteva già, gente come preuss, mummery, mallory o buhl l'avevano messo in atto anche molti anni prima (e cmq non su difficoltà tecniche di quel genere)

ma ... proprio in questi giorni sto colmando una mia gravissima lacuna (la montagna di luce) ... parlo cioè della salita-simbolo, nella storia dell'alpinismo, spesso citata ad esempio del più puro e assoluto clean and alpine style, dalla salita di mosè ai nostri giorni

beh, ieri ero alla pagina in cui boardman parla di 350 metri di corde fisse che lui e tasker si erano portati in parete, lasciandole poi sulla leggendaria ovest, nell'incertezza se poi scendere dalla stessa ovest o (su terreno ovviamente a loro ignoto) dal versante opposto. ora cosa vuoi che conti questo particolare rispetto alla Grandezza incommensurabile di quanto e cosa fecero ? o vogliamo fargli le pulci e ritagliare e quotare questo dettaglio bollandoli di sacrilegio?

vuoi riscrivere la storia dell'alpinismo? oppure non trovi sia meglio contestualizzare e comprendere cosa, nel momento, nel luogo e nel modo in cui è stato affrontato, abbia rappresentato il "massimo" o comunque una "impresa senza precedenti" ?

e ripeto, dico questo pur consapevole dell'enorme, stratosferica differenza tra delle corde fisse usate e abbandonate in parete e una bestia di cento chili con cui trapanare uno scudo di roccia, ma ogni impresa rimane unica e tale nel suo contesto. indubbio che il fine abbia per questi personaggi giustificato chi il compressore, chi quelle corde fisse, altrimenti nessuno di loro avrebbero affrontato e vinto il changabang o il torre, ma senza, sarebbero rimasti su obiettivi minori e alcune vette ancor oggi, in quest'ottica, sarebbero vergini. meglio così? certo, concordo. ma la storia non è questa, nè quella che vorremmo fosse stata, è quella che hanno fatto e scritto maestri/alimonta/claus sul torre e boardman/tasker sulla ovest del changabang

non trovo giusto nè francamente possibile poter giudicare negativamente imprese di allora, ponendole con lo stesso metro di come potrebbero essere realizzate oggi, chè già oggi l'etica è come la pelle dei coglioni, ma tirare quella pelle indietro di 40-50-100 anni ...

ciao
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi Spartaco » mer gen 12, 2011 3:27 pm

il gesto di spaccare i pressione fu emblematico.
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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi giggio » mer gen 12, 2011 3:42 pm

"adesso gliela faccio vedere io..."
disse Luigino a Gigetto, dopo che Pierino gli aveva fatto fare brutta figura con la maestra.
e così riempì di nascosto la seggiola di Pierino di puntine da disegno prima di uscire per l'intervallo.
quando dal corridoio si sentì un urlo feroce provenire dalla classe, Luigino si vantò con tutti i suoi compagni "avete visto che cosa succede a chi mi manca di rispetto?"
in quel momento dall'aula schizzò fuori il preside con il sedere pieno di puntine.
Σκοπέ ρει

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Re: Cerro Torre per la via 'normale'

Messaggiodi ç » mer gen 12, 2011 3:46 pm

Mi rendo conto che la salita è figlia del suo tempo. Anche la Pellissier se non sbaglio è del 67.

Ma qualche anno prima se ben ricordo Bonatti faceva già altri discorsi sull'etica.
E prima ancora altri. Senza arrivare a citare Preuss.
Tuttavia si era proprio al limite, nel 70. Le salite di Messner sono di quegli anni.
L'impresa di Boardman e Tasker con le corde fisse sono cosa diversa dal portarsi un compressore atlas-copco in parete.

Così come mi rendo conto che la volontà di arrivare in cima ad ogni costo fosse figlia delle polemiche sulla egger-maestri.

E' questo, ciò che qualifica negativamente, a mio modo di vedere, quella via.
E' la volontà di potenza, di annientamento della montagna, che sottintende.

E' la cristallizzazione gestuale della frase tante volte detta da Maestri: "Vorrei che crollasse"

Se mi viene in mente lo stupro è proprio perchè mi richiama a mente colui che non accetta rifiuti per il suo corteggiamento. L'ego smisurato che non ammette sconfitte. Un alpinista simbolo, con una montagna simbolo, fa di questa impresa un'impresa simbolo.

Il concetto è: ti avrò con ogni mezzo: il fine giustifica i mezzi.

Oggi, dire che per l'impegno profuso e il mestiere, la professionalità carpentiera-alpinistica, con cui questa via è stata aperta, il fine passa in qualche modo in secondo piano è come dire che vabbè... avranno pure scatenato la seconda guerra mondiale, però certo che i tedeschi avevano un gran bella macchina da guerra...

Per me, fine e mezzi sono un tutt'uno. Se il risultato è una porcata, poco importa se comunque c'è voluta una bella abilità, per farla. Resta sempre una porcata.
Anche se oggi è ancora difficile ripeterla, resta sempre una porcata.

Se la fanno i fratelli minuzzo su una cima strasalita, è diverso che se la fa maestri su una cima inviolata.
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